Anche io ho denunciato, Sabrina Lembo racconta il coraggio delle donne di fare squadra e ribellarsi alla violenza

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Una denuncia di impatto. Una denuncia sociale della violenza psicologica. Questo ed altro è il libro " Anche io ho denunciato" dell' autrice Sabrina Lembo. 
 
Il volume, tradotto in italiano e spagnolo, è stato sponsorizzato dall' associazione Vite senza paura di Maria Grazia Cucinotta.
 
La presentazione a Campobasso è avvenuta questa sera grazie all' Uli di Brunella Santoli. Un evento che ha chiamato al circolo Sannitico tante donne delle istituzioni pronte a raccogliere i messaggi di Sabrina ma anche di Francesca, Mena e Giovanni. 
 
Tra queste la vicesindaca Paola Felice, la consigliera di parità Giuseppina Cennamo, la consigliera regionale Paola Matteo e la consigliera comunale del PD Bibiana Chierchia nonché l' ex assessora di parità Emma De Capoa. 
 
Donne di ogni estrazione politica pronte a supportare questa forte denuncia che ha scosso Campobasso e non solo. Perché la storia di violenza é accaduta in Molise e riguarda soprattutto Sabrina e Francesca due donne che ci hanno messo il nome reale. 
 
Nel denunciare pubblicamente quell'uomo che ha minacciato una di loro di scioglierla nell' acido. Che scherzando la ha picchiata e le ha detto che non aveva studiato, quindi non valeva nulla. 
 
L' altra a causa di forte stress si è ammalata di fibriomialgia, una malattia cronica che colpisce le donne che subiscono violenza ed emozioni fortissime e negative. 
 
Un uragano di emozioni quando a Paolo, l' uomo accusato di tutto ciò è stato consigliato un centro per uomini maltrattanti. 
 
E quando si è parlato di Giovanni, questo nome di fantasia, minacciato di morte affinché non rivelasse della sua relazione. 
 
Il carnefice è un uomo famoso quindi per rendere forte la denuncia bisogna essere un gruppo. 
 
Quello che Sabrina e  Francesca hanno creato attraverso una alleanza che ha sfondato il muro di omertà.
 
Anche in una Campobasso dove lui era conosciuto anche per aver sempre rispettato le donne e per aver presenziato a tanti incontri dove le protagoniste erano le scarpette rosse.
Il libro si racconta come una piece teatrale pensata da Mena, la sceneggiatrice che per colpa della violenza ha perso sua mamma in una morte definita " accidentale". 
 
Il fine di questo libro è la denuncia sociale, affinché i tanti Paolo famosi possano essere denunciati anche quando la giustizia non sempre funziona.

 

Viviana Pizzi

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