Campobasso - All'avvio del nuovo anno scolatico, il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura coglie l'occasione per salutare e fare gli auguri di buon lavoro a tutti gli studenti, insegnanti e collaboratori. In una nota il governatore ha anche un pensiero partcolare per gli alunni di Bonefro che finalmente torneranno in una scuola nuova e soprattutto sicura.
"La scuola ricomincia e mille emozioni accompagnano questo straordinario appuntamento al quale tutti, anche chi con la scuola ha chiuso da tempo, ci presentiamo con un sorriso. Il sorriso di ritrovarsi di nuovo in classe, amici, alunni e insegnanti. Il sorriso di partire con un’avventura che segnerà , come poche altre esperienze, la vita dei nostri figli. Il sorriso di pensare, anche quando la voglia di prendere lo zaino difetta un po’, che le cose possono sempre migliorare. Quest’anno una speranza a lungo coltivata, privata di una risposta per troppi anni, è diventata fatto: finalmente a Bonefro i nostri bambini e i nostri ragazzi, assieme a maestri, professori e personale assistente, siedono tra i banchi di un edificio nuovo, solido, sicuro. Una festa per tutto il Molise che conosce e ricorda il doloroso significato dei prefabbricati. Arriveranno le risposte attese anche negli altri comuni segnati dal terremoto.
Il tema della sicurezza resta la priorità , adesso corroborata e garantita dall’attenzione che il governo Renzi ha mostrato di avere con una rinnovata concretezza. Nel nostro Molise nuove porte si sono aperte, porte doverosamente a norma. Oltre quelle porte, in quelle aule, tra i lunghi corridoi della nostra crescita culturale e umana, adesso dobbiamo pensare di riportare, tra i suoni della campanella, grembiuli, risate, rumore e confusione puntando alla condivisione dei servizi la cui importanza, cittadini e amministratori dei nostri comuni, hanno fatta ormai propria. Attorno a noi c’è una maturità di vedute sorprendente, segnali che ci incoraggiano ed entusiasmano.
In conclusione, un augurio speciale agli insegnanti: non c’è ruolo e mestiere nella nostra società più importante, impegnativo, difficile, non gratificato come si dovrebbe, di quello del docente, ma non c’è ruolo e mestiere nella nostra società più bello, più vivo, più toccante. Nessuno di noi potrà mai dimenticare chi, assieme ai genitori, lo ha sostenuto e aiutato a trovare il suo posto nel mondo".