Ripalimosani in attesa della “Mascherata”

Appuntamento per domenica 15 febbraio a partire dalle 11:30

| Categoria: Tradizioni
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Ripalimosani - Torna a colorare le vie e le piazze di Ripalimosani, il tradizionale appuntamento della Mascherata, o come preferiscono i ripesi “A Meskuerate”, antica tradizione popolare del paese, che abbraccia le vie e le piazze del paese, dove i giovani del luogo rigorosamente in dialetto ripese, allieteranno i partecipanti con scenette comiche e canti popolari.

Titolo dell’edizione 2015 “EVVIVA ièr, uoglie e dèmàne” (EVVIVA ieri oggi e domani), che si svolgerà a partire dalle ore 11:30 di domenica 15 febbraio con la prima “posata” in Via S. Rocco, per poi ripetersi lungo il percorso storico fino al gran finale della 5° ed ultima posata prevista per le ore 18:00, presso l’anfiteatro comunale.

Anche quest’anno ci sarà la possibilità di seguire la Mascherata in streaming sul sito www.teleregionemolise.it a partire dalle ore 21 di domenica 15 febbraio, mentre presso il Circolo F. Sollazzo sarà possibile dal 13 al 17 febbraio visitare la mostra fotografica di questo tradizionale appuntamento del Carnevale ripese.

TRAMA

La Mascherata 2015, rappresentazione popolare inscenata lungo le strade di Ripalimosani, si presenta come un originale viaggio cronologico nella tradizione, dai primi anni 50 ai giorni d’oggi, in un mix di canzoni "storiche" e scene inedite.
Passione, Conoscenza e Legame sono i 3 termini chiave in cui si racchiudono la trama del racconto e il titolo della sceneggiatura: "EVVIVA ièr, uoglie e dèmàne".
Uniti dalla voglia di far rivivere emozioni e portare avanti suoni, colori e sorrisi che da sempre nel giorno del Carnevale invadono il paese, gli autori Danilo Cristofaro e Gianmarco Di Lauro e i circa 60 partecipanti tra attori, cantanti, musicisti e coriste, dopo settimane di accurati preparativi, sono pronti a divertire il pubblico che segue il corteo affollando le famose 5 “posate”, i palcoscenici improvvisati per l’occasione. L'ultima rappresentazione della mascherata, prevista per le ore 18:00, come da tradizione verrà messa in scena all'anfiteatro comunale, consueta cornice di spettacoli di rilievo soprattutto nel corso dell'estate.

DESCRIZIONE STORICA (a cura di Mario Tanno)

Una volta era in voga il termine “mierz” per indicare il periodo in cui ci si travestiva poiché, di solito, il Carnevale cadeva nel mese di marzo. Questo termine, da molto tempo in disuso, è stato sostituito dalla “Mèsckuèrate”, la cui caratteristica fondamentale è costituita da uno spettacolo itinerante che si porta per le vie del paese e che fa tappa in alcuni luoghi prestabiliti; una volta si facevano otto “posate”, oggi se ne fanno cinque con chiusura serale al Teatro Comunale. La manifestazione ha subito varie trasformazioni nel corso degli anni. Dagli anni Cinquanta e Sessanta, la manifestazione prese un indirizzo prettamente carnascialesco in cui dominavano i buffoni del momento, dove il travestimento degli uomini in donne procaci e volgari provocava nella gente tanto divertimento e dove vi era l’immancabile Carnevale incatenato. Gli organizzatori si servivano di libretti napoletani da cui estrapolavano sektch comici e duetti a doppio senso e si servivano delle canzoni del Festival di Sanremo, di canzoni popolari conosciute o delle musice di autori ripesi.
Negli anni Settanta furono apportate delle modifiche tuttora esistenti che fanno della Mascherata un vero e proprio spettacolo popolare. Il testo, sempre nuovo e spesso inventato, ha una vera trama che si dipana, in modo simpatico e scherzoso, tra le scene e le canzoni nuove o parodiate. Un nutrito coro di ragazze ha il compito di aiutare i cantanti, soprattutto nei ritornelli che si ripetono e fa da cornice colorata al gruppo mascherato. Attori e cantanti, di volta in volta, si alternano nelle varie edizioni con la speranza di diventare personaggi da ricordare.
Il tema ricorrente è l’amore, spesso conteso tra due o più rivali. Negli ultimi anni, inoltre, nuove penne prestate al prosieguo di questa bella tradizione hanno saputo arricchirla grazie all’apporto di elementi innovativi, come la satira o l’attualità, e all’aggiunta dei fiati da affiancare agli strumenti tipici del folclore: chitarre, mandolini e fisarmoniche.
La costumistica, prima approssimativa e superficiale, da vari anni ha raggiunto adeguati livelli artistici grazie all’apporto di mani esperte, che da quest’anno saranno ancor più valorizzate mediante la realizzazione di un magazzino di raccolta dei vestiti delle varie Mascherate, a disposizione di chi volesse usufruirne.
Dalla mattina alla sera i mascherati, rifocillati dalle vettovaglie di ogni genere e dai pregiati vini locali ripesi, mettono tutto l’impegno necessario perché tutto riesca nel migliore dei modi.
Questa tradizione è viva a Ripalimosani, e i ripesi la aspettano, ogni anno, con grande gioia.

 

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