Campobasso - Giorgio Napolitano si è dimesso dalla carica di Presidente della Repubblica questa mattina, ed è già partito l'iter istituzionale che dovrà portare all'elezione del nuovo Capo dello Stato. Anche il Molise, come del resto le altre regioni italiane, sarà chiamato ad indicare i delegati regionali che parteciperanno alle votazioni con cui verrà individuato il successore di Napolitano. Probabilmente si comincerà a votare dal pomeriggio di giovedì 29 gennaio.
La Costituzione prevede che ogni regione indichi 3 delegati (solo la Valle d'Aosta ne ha uno), che si sommeranno ai 630 deputati ai 315 senatori oltre ai senatori a vita tra i quali ci sarà anche il presidente dimissionario. I molisani che avranno diritto di voto però non saranno solo 3, in quanto oltre ai delegati regionali saranno presenti anche i Senatori Roberto Ruta (Pd), e Ulisse Di Giacomo (Ncd), oltre ai deputati Danilo Leva e Laura Venitelli anche loro del Partito democratico.
I delegati regionali verranno eletti dal Consiglio Regionale del Molise e due saranno esponenti della maggioranza, il terzo sarà indicato dalle opposizioni. In occasione della rielezione di Napolitano a rappresentare il Molise furono Salvatore Ciocca e Francesco Totaro per la maggioranza di centrosinistra, mentre per le opposizioni fu indicata Angiolina Fusco Perrella.
Il presidente della Regione Molise Paolo di Laura Frattura, commentando la scelta del Capo dello Stato ha affermato: "La gratitudine, prima di tutto. La gratitudine alla figura centrale della nostra storia repubblicana contemporanea, una figura che dall’alto della sua statura umana e politica ha saputo dare al nostro Paese la solidità che variabili, incongruenze e storture dei singoli e dei tempi più volte hanno messo a rischio. Senza Giorgio Napolitano, e non è retorica, l’Italia non avrebbe retto all’urto di anni, questi che viviamo, spesso confusi e incerti. A Giorgio Napolitano che oggi ci saluta rimettendo il suo secondo mandato di Presidente della Repubblica tutti dobbiamo essere, e tutti lo siamo, grati. Siamo riconoscenti per l’insegnamento che ci ha dato mettendosi a servizio di valori non negoziabili, il nostro Stato nella sua Unità, le nostre Istituzioni democratiche e la nostra Europa. Due anni fa ha raccolto e recuperato la precarietà del momento politico la cui soluzione anche per noi presidenti di Regione era possibile solo con il suo ritorno al Quirinale. Lo ha fatto alla vigilia dei novant’anni ed è, questa, la prova di un coraggio e di una lealtà fuori dal comune. Di vero e profondo amor di Patria. Anche per rendere il giusto onore all’impegno e alla dedizione del Presidente Napolitano, si fa forte e convinto l’appello affinché il Parlamento individui un nome condiviso, all’altezza di chi lo ha preceduto, per rappresentare la nostra Repubblica nel segno della continuità"