Al Savoia in scena "Rosina e Martummè – un amore da briganti"

Appuntamento domani 24 marzo alle ore 21:00

| di La redazione
| Categoria: Arte
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Campobasso - L’Associazione Culturale INCAS, con il Patrocinio del Comune di Campobasso, presenta lo spettacolo teatrale “Rosina e Martummè – un amore da briganti” che si terrà presso il Teatro Savoia di Campobasso martedì 24 marzo 2015 con inizio alle ore ore 21.00. I biglietti sono in vendita presso il Bar Caffetteria “Al Camaleonte” in Viale Elena 8 al costo di 10 e 8 €.

Lo Spettacolo “Rosina e Martummè – un amore da briganti”, scritto e diretto da Francesco Vitale, da un'idea e con la consulenza storica di Cesco D'Alessandro e il commento musicale dei brani originali di Alessia D'Alessandro, racconta l'amore fra il brigante Martummè da Gaeta e la giovane Rosina, nel contesto della terribile strage che segnò la storia di Casalduni e Pontelandolfo nell'agosto del 1861.

Nel marzo del 1861 il Parlamento di Torino proclamava la nascita del Regno d'Italia: il meridione era stato “liberato” dall'egemonia dei Borboni. Questo è quanto ci viene raccontato dalla storia ufficiale, ma il popolo del Regno delle Due Sicilie fu davvero felice dell'Unità? I sudditi di Francesco II erano legati al loro Re e molti decisero di battersi per difendersi dalla ”invasione” Sabauda, come Martummè e Rosina. Loro volevano combattere in difesa del loro Regno e gioirono quando i briganti della Compagnia Fra' Diavolo, agli ordini del cerretese Cosmo Giordano, riuscirono a riconquistare Casalduni e Pontelandolfo: poteva essere un primo passo per liberare il Regno dai piemontesi e veder tornare Franceschiello sul trono di Napoli.

Ma la speranza durò poco. In pochi giorni una colonna di bersaglieri provenienti da Campobasso raggiunse i due paesi del Sannio ed attuarò una durissima rappresaglia contro i civili: migliaia di uomini, donne e bambini furono seviziati ed uccisi ed anche la famiglia di Rosina venne trucidata... ma la furia omicida dei soldati del neonato Regno d'Italia, non riuscì a spezzare l'amore di Rosina e Martummè...

Questa vicenda permette di indagare gli aspetti più controversi delle vicende dell'Unità d'Italia: la storia ufficiale ha raccontato dei briganti come di gruppi di violenti criminali e dei Borboni come di impostori che regnavano indebitamente sul meridione, al contrario il popolo del sud vide i piemontesi come invasori! Gli stessi fatti di Casalduni e Pontelandolfo sono riportati da alcuni storici molto diversamente: dai registri parrocchiali risultano solo poche persone uccise nei due paesi e per questo alcuni storici sostengono che il racconto dell’eccidio sia stata solo una ampollosa ricostruzione dei filoborbonici per sostenere le tesi antiunitariste, ma la memoria dei civili del tempo testimonia altro… Raccontando le avventure dei due giovani amanti, lo spettacolo vuole approfondire gli aspetti meno conosciuti del brigantaggio, attraverso una serie di quadri che alternano momenti di narrazione e di romanticismo, spunti ironici e parentesi musicali, anche con brani originali composti da Alessia D’Alessandro.

Trattandosi di una storia localistica, ma allo stesso tempo simbolica di tutto quanto accadde nel sud in quei terribili anni Sessanta dell’Ottocento, lo studio del linguaggio è stato affrontato in modo da non caratterizzare tipicamente un dialetto: la lingua dei briganti, in questo spettacolo, richiama una cadenza campana, ma risente anche della eco molisana e pugliese, lucana e sicula, quasi a testimoniare che i partigiani borbonici avevano un’unica anima in tutto il vuole tramontante Regno delle due Sicilie.

La linea guida della pièce è l’amore, non solo inteso come il legame fra i due protagonisti, ma anche l’amore per la patria, l’amore per la giustizia, l’amore per la libertà…

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